Onda marina

Cosa alleviamo

Orate. Spigole. Cozze.

Cozze
Cooperativa Venere
Negli ultimi anni la Coop. Venere ha messo in opera il primo Allevamento di Cozze della Toscana con la seguente filosofia:Facciamo questo mestiere perché abbiamo un grande amore per il mare, per i nostri luoghi e per la natura in genere. E' per questa passione che abbiamo sviluppato la ricerca di riuscire a fare attività non solo in maniera sostenibile, ma cercando di incrementare le risorse naturali per mezzo del nostro lavoro. Il nostro piccolo salto culturale da pescatori, ad allevatori.....Lo Scopo è un futuro sostenibile per i nostri ragazzi e per le generazioni future. Il reddito non come scopo, ma come conseguenza di seguire con volontà ed entusiasmo le nostre passioni.”Questo messaggio si sposa perfettamente con quanto si promette di progettare e realizzare il nostro FLAG.
I risultati raggiunti sinora sono più che incoraggianti e l’iniziativa sta avendo dei dati di crescita incredibili.
Il prodotto è richiesto, per non dire conteso, in tutto il territorio nazionale.

Orate e Spigole
Le aziende impegnate in questo tipo di acquacoltura sono tre.
È una produzione di alta qualità con sistemi non intensivi, controllati e sostenibili. La gamma delle taglie commercializzate si estende da gr 200 ad oltre gr 1.000 riuscendo a soddisfare con continuità le richieste del mercato.Il prodotto viene venduto in tutto il territorio nazionale ed in alcune destinazioni estere.

Cooperativa Maricoltura Capraia
Si definiscono coltivatori del mare. La Cooperativa di acquacoltura “Maricoltura e Ricerca” nasce nel 1998 da un progetto di sperimentazione regionale. Si trova nell’arcipelago Toscano, a Capraia Isola, all’interno del Parco Nazionale, ed è l’unica realtà Italiana in questo settore ad allevare Orate e Spigole in acque così incontaminate. L’isola di Capraia dista, infatti, circa 36 miglia dalle coste della Toscana, è abitata da poche centinaia di persone e non ha nessun insediamento industriale che possa inquinare il bellissimo mare che la circonda. Nel corso degli anni questa cooperativa ha sempre cercato di indirizzare la produzione su un prodotto di alta qualità adottando ogni processo della filiera finalizzato allo scopo. I primi anni sono serviti per acquisire conoscenze, poi a partire dal 2005 ha iniziato a compiere grandi passi avanti fino ad oggi e attraverso questi 10 anni può vantare ottimi risultati in termini di qualità del pesce allevato. Quella qualità che, e lo dicono i clienti, contraddistingue la Maricoltura Capraia da tutti gli altri allevamenti italiani di questo tipo. La filosofia di fondo è quella di riuscire a portare sulle tavole un prodotto di eccellenza ignorando, molto spesso, le logiche del mero guadagno. L’impianto di allevamento rappresenta anche una delle più importanti realtà produttiva ed occupazionale per l'Isola di Capraia edispone ad oggi di otto gabbie galleggianti collocate in uno specchio acqueo di 42 mila metri quadrati su una profondità di 40 metri, all’interno della cala di Porto Vecchio a circa mezzo miglio dall'entrata della selvaggia e inviolata Isola di Capraia. Le gabbie sono dei grandi “contenitori” circolari con un volume di circa 4800 metri cubi ciascuna. Si sviluppano in profondità con 18 metri di rete in maglia, larga abbastanza da permette l'assoluta ossigenazione dell’acqua, indispensabile per il filtraggio e la pulizia. L’ubicazione delle gabbie è fondamentale, poiché il connubio tra venti e correnti marine che insistono sull’impianto, sono fattori che fanno capire quanto unico sia questo allevamento e quanto naturale sia il pesce che produciamo. Nel corso della nostra esperienza sono tanti i risultati che ci rendono fieri: non abbiamo mai avuto necessità di somministrare medicamenti ai nostri pesci né avuto bisogno di ossigenare o riscaldare ulteriormente le acque, condizioni che assieme ad un’equilibrata e bilanciata alimentazione permettono lo sviluppo senza alterarne in nessun modo il naturale metabolismo, proprio come avverrebbe nelle specie selvagge. Questi principi, assieme al giusto tempo di accrescimento ed alla bassa densità di pesci presenti nelle gabbie consentono allaCooperativa Maricolturadi produrre un pesce di altissima qualità.

Agroittica Toscana
L’azienda svolge, da circa 20 anni, l’attività agricola di allevamento ittico di specie eurialine. Nasce da un’idea di riutilizzo dell’acqua calda reflua della centrale elettrica delle acciaierie di Piombino con il fine di produrre pesci. L’azienda viene avviata ad inizio anni '90 e nel corso degli anni è diventata una delle aziende di riferimento del settore in Italia e il proprio pesce uno dei più apprezzati a livello qualitativo sul mercato.
Le specie allevate sono la spigola e l’orata.
Agroittica ha l'impianto storico originario all’interno dell’area industriale ex Lucchini e rappresenta dal suo avvio un concreto esempio sia di diversificazione produttiva ed economica, che di riadattamento flessibile al mutare della condizione della produzione siderurgica locale.
I cascami termici della produzione industriale sono stati, tra gli altri, una risorsa preziosa per la velocizzazione del ciclo di allevamento del pesce permettendo di mantenere la temperatura dell’acqua a livelli ottimali per la crescita durante tutto il corso dell’anno, miscelando nei periodi invernali l’acqua di mare tale e quale, che raggiunge temperature poco favorevoli alla crescita del pesce, con l’acqua riscaldata proveniente dalla centrale interna al servizio delle acciaierie.
Oggi Agroittica gestisce due impianti nel comune di Piombino (LI). Il primo situato a terra in località Chiusa di Pontedoro su area in concessione dall’Autorità portuale all'interno dell'area ex Lucchini; il secondo situato in mare nell’ambito del Golfo di Follonica in specchio acqueo di 1 kmq (1000x1000) in concessione dal comune di Piombino.
L’impianto a terra consta di circa 30 vasche in cemento armato del volume di circa mc 1000 ciascuna dove si svolge la fase di ingrasso finale, un capannone di circa 2600 mq dove si trovano 32 vasche da 30 mc dove vengono seminati gli avannotti e svolte le prime fasi di allevamento. Il pesce viene poi trasferito nelle vasche esterne dove conclude il suo ciclo produttivo in un tempo variabile di circa 20-24 mesi . La produzione annuale dell’impianto a terra è di circa 450 tonn.
L’impianto a terra è servito dalle reti di erogazione di acqua tramite pompaggio di acqua di mare, energia ed ossigeno necessarie per lo svolgimento delle ordinarie attività di allevamento.
L’azienda è dotata di sistemi che garantiscono la continuità dell’erogazione anche in situazioni di emergenza.
Nel triennio 2013/2015 è iniziata la realizzazione dell’impianto offshore a mare che testimonia la capacità dimostrata da Agroittica di anticipare i cambiamenti che si sono verificati nel settore della produzione industriale locale e di riadattamento produttivo.
L’impianto a mare consta di 3 moduli ciascuno composto da 8 gabbie – realizzate in pead, del diametro di 25 metri - per un totale di 24 gabbie.
Ciascun modulo è fissato sul fondo, ad una profondità di circa mt 30, con un sistema di ancore e catene. All’interno delle gabbie sono fissate reti, che sono stese fino alla profondità di circa mt 10, per il contenimento del prodotto. Ciascuna gabbia ha il volume di circa mc 5.000 e produce mediamente 70 tonn di prodotto commerciale in un periodo di allevamento che varia dai 18 ai 25 mesi. La produzione complessiva dell’impianto a mare è di circa 900 tonn annue.
L'azienda è dotata dei mezzi, marini e terrestri necessari per lo svolgimento delle attività di allevamento. In particolare 2 catamarani dedicati alla pesca e manutenzioni, 2 barche per l'alimentazione e 3 barche di supporto. È dotata, inoltre, degli immobili necessari per le attività strumentali alla produzione
A breve verrà allestito lo stoccaggio del mangime in silos direttamente sulla banchina del porto per facilitare e velocizzare le operazioni di carico delle barche dell’alimentazione, con un movimento giornaliero nei periodi di massima produzione di circa 10.000 kg di mangime. A tal proposito l'azienda ha ottenuto una concessione demaniale all'autorità portuale per la creazione di un terminal ad hoc in partnership con Skretting Italia (gruppo Nutreco leader nel mondo sui mangimi per animali) Il processo produttivo per entrambi gli allevamenti prevede l’acquisto degli avannotti alla taglia di circa 3 gr da avannotterie europee selezionate negli anni per affidabilità e qualità del prodotto.
Le attività di ingrasso si svolgono fino alla vendita alle diverse taglie commerciali richieste. La gamma delle taglie commercializzate si estende da gr 200 ad oltre gr 1.000.
Il prodotto finito viene confezionato attualmente all’interno di Agroittica dove sono collocate 2 sale di incassettamento e spedizione. Il prodotto viene venduto in tutto il territorio nazionale dal piccolo grossista, ai grandi distributori, fino alle grandi catene della GDO e nel corso della giornata viene pescato e portato a destinazione. Oltre alle dovute procedure di autocontrollo (haccp) l’azienda è dotata delle certificazioni iso 9001 e iso14001; ha ottenuto, inoltre, la certificazione di agricoltura integratadella regione Toscana denominata Agriqualità Toscana. Un laboratorio interno consente di fare giornalmente controlli sullo stato di salute del pesce.
La crescita continua di Agroittica Toscana, ha portato la produzione dalle inziali 300 tonnellate di prodotto all'anno, fino al raggiungimento delle attuali 1.350 con un fatturato di oltre 10 milioni di euro. Di pari passo il personale impiegato è, dalle 6 unità iniziali, arrivato oggi alle 50 unità. Proprio la crescita dimensionale/produttiva ha avuto come corollari, tra l’altro, un più intenso utilizzo degli spazi aziendali, lo spostamento di specifiche attività presso il porto di Piombino, una riorganizzazione della logistica interna. L’azienda è nella condizione di intraprendere una nuova fase di crescita e di integrazione. L'acquisto di un capannone in data 15 gennaio 2018 in prossimità della banchina di attracco dei catamarani e delle imbarcazioni è il primo passo verso un ampliamento e ammodernamento dei processi.
In questo locale storico, risalente agli anni 30 del novecento,l'unico rimasto integro sul porto dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, verrà realizzata la nuova sala di confezionamento con un’impostazione di tipo industriale 4.0.
Il piano di ampliamento prevede la ristrutturazione e il ripristino dei locali lasciando inalterato l'aspetto esteriore dell'immobile e l'acquisto di nuovi macchinari che consentiranno di velocizzare e meccanizzare le operazioni di incassettamento con un investimento previsto di oltre 3 milioni di euro. In questo locale saranno realizzati anche i nuovi uffici di Agroittica Toscana.
L'entrata in funzione è prevista entro il 2019.
Gli sviluppi riguardanti la produzione prevedono l'installazione di 8 nuove gabbie nel 2019 e altrettante nel 2020 per un totale di 40 gabbie arrivando ad una produzione complessiva di circa 2.500 tonnellate annue nel 2022.
Negli attuali locali di incassettamento verrà realizzata una sala di trasformazione del prodotto con la produzione di filetti, semilavorati confezionati e piatti pronti all'uso. La creazione di prodotti trasformati, caratterizzeranno Agroittica Toscana come industria alimentare verticalizzata.
È prevista una forte campagna di valorizzazione del proprio marchio registrato “Mare di Toscana” con particolare attenzione alla provenienza toscana del prodotto.
Come dalla sua nascita, Agroittica è sempre stata attenta alla possibilità di allevamento di nuove specie e in collaborazione con la regione Toscana ha condotto nel passato esperimenti per la riproduzione e l'allevamento del polpo e della ricciola. In questo nuovo scenario è prevista anche la differenziazione verso nuove specie, in special modo nell'allevamento della ricciola soprattutto nel quadro della trasformazione del prodotto.
I prossimi anni di Agroittica saranno improntati sullo sviluppo delle tecnologie, sull'aumento della produzione, trasformazione e diversificazione dei prodotti. Questo comporterà ingenti investimenti che determineranno un maggior peso dell'azienda sul mercato ittico, una ottimizzazione dei costi e aumento dell'occupazione che potrebbe arrivare alle 70 unità, con incremento di 20 unità rispetto all'attuale organico.
Sarà fondamentale di pari passo avere la possibilità di reperire nel mercato del lavoro personale qualificato specialmente in ambiente subacqueo ad hoc per il settore ittico. Nell'immediato è indispensabile attivare strumenti formativi adeguati, anche con un corso di qualifica a sanatoria , per il personale che già opera in tale settore.
La linea guida di Agroittica Toscana nei prossimi anni è quello di svilupparsi e consolidarsi come importante produttore europeo affinchè il golfo di Follonica e Piombino si trasformi nel più importante punto di produzione in Italia. Gli investimenti programmati nel prossimo triennio saranno intorno ai 4,5 milioni di euro.

Ittica del Golfo
Si trova nella Costa Est, fra Piombino e Follonica. E’ un allevamento di acquacoltura in mare aperto (off-shore) per specie ittiche autoctone pregiate, Sparus aurata (orata) e Dicentrarchus labrax (spigola), composto da 22 unità, gabbie galleggianti, situato nel Golfo di Follonica. L’area d’interesse è stata concepita nel pieno rispetto della realtà del golfo. l’impianto si trova su una batimetrica compresa tra i 24 ed i 27 metri con fondale sabbioso privo di praterie di fanerogame marine. Questa sua posizione lo isola dalle altre attività presenti nel golfo e rende nullo l’impatto ambientale vista la distanza dalla costa e la profondità. La concessione si estende per un’area di 1000X2000 metri. Ecco le caratteristiche tecniche delle strutture: l’impianto è costituito da 22 gabbie circolari galleggianti, numerate, e quindi identificate. Ogni gabbia, con diametro di 22 metri, è formata da un collare realizzato con due elementi tubolari in HDPE DN250 e da una sacca di rete (nylon senza trattamento anti-fouling) di 10 metri di altezza che delimita il volume di allevamento pari a 3800 metri cubi. Le gabbie sono fissate ad un reticolo di cime sommerso (a 6 metri di profondità), questo a sua volta è collegato a 28 linee di ancoraggio ciascuna di lunghezza pari a 150 metri circa. La posizione caratterizza l’impianto come off-shore, quindi lontano da zone di balneazione, da porti ed associato ad una circolazione delle acque tipica dei siti esposti; le strutture sono in materiali ad impatto ambientale nullo e le gabbie hanno dimensioni tali da poter allevare quantità di pesce rilevante nel pieno rispetto delle esigenze dello stesso. La pesca del prodotto allevato è programmata su 2/3 volte la settimana, condizioni meteo marine permettendo e comunque ogni volta che i maggiori Clienti lo richiedono. Il pesce pescato viene immediatamente collocato in appositi contenitori con ghiaccio e acqua di mare: ciò minimizza i traumi e ottimizza la conservazione delle caratteristiche organolettiche del prodotto. Il pescato viene portato a terra entro 1 ora dalla pesca, presso la sala d'incassettamento dove personale specializzato effettua tutte le operazioni di selezione, messa in cassetta, pesatura, ghiacciatura, stoccaggio e consegna dei prodotto all'acquirente e/o al trasportatore incaricato al ritiro della merce. La velocità della lavorazione e della spedizione, garantiscono la consegna di un prodotto freschissimo.Ittica del Golfo vende oltre il 90% del pesce a Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno, qualcosa a marchio proprio (Igf) va ai grossisti e da questi ai ristoranti.E’ praticamente un’azienda a km 0, perché la distribuzione avviene tramite la Marvin di Romano Zuffi (a Fiorentina, ndr), che porta i prodotti a Vignale e a Campi Bisenzio. Consegnano in giornata e la mattina dopo il pesce è, freschissimo, in vendita nelle pescherie dei supermercati». Ittica del Golfo ha 18 dipendenti (15 addetti, un veterinario e due biologi), oltre all’Amministratore delegato.
L’azienda ha acquisito la certificazione Friend of the Sea e completerà a breve delle globalmap che garantiranno standard qualitativi altissimi lungo tutta la filiera (ad es. certificazione antibioticfree e omgfree.
Ittica del Golfo collabora per ricerche mirate con le Università di Pisa, Udine e Bologna nel campo della biologia, della veterinaria e dell’economia.
La politica aziendale oltre alla ricerca di un prodotto di primissima qualità, investe molto in ricerca tecnologica con l’intento di migliorare il lavoro degli operatori sia in mare che a terra.

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